La cucina di San Lorenzo

Archivio di Luglio 2007

31 Luglio 2007

Focaccia al timo

focaccia

Per una serata d’estate, come accompagnamento di un buon prosciutto e della grigliata, un focaccia semplice, veloce, aromatica…

12 g di lievito di birra
1 pizzico di zucchero
500 g di farina
1/2 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaio di olio extra vergine di oliva [IT|CH] + altro olio per la teglia e la focaccia
300 ml di acqua tiepida

Timo, peperoncino e sale di Maldon per insaporire

Sciogliere il lievito di birra nell’acqua tiepida, aggiungere lo zucchero e lasciarlo riposare per 5-10 minuti, fino a quando schiumerà in superficie. Aggiungere la farina, il sale e l’olio e impastare fino a che non avreste un composto liscio e solo leggermente appiccicoso (se dovesse risultare troppo bagnato, aggiungere altra farina). Lasciare riposare e gonfiare in una ciotola unta d’olio, coperta con uno strofinaccio bagnato, in un luogo caldo. Un volta che la pasta avrà duplicato il suo volume (ci vorrà 1 ora), dargli un pugno, impastarla velocemente e rimetterla a lievitare.
Accendere il forno a 220° C.
Giunta alla seconda lievitazione (mezz’ora circa), la pasta è pronta per essere usata.

Ungete con abbondante olio una tortiera rotonda, stendetevi la pasta che dovrà avere uno spessore di almeno 2-3 centimetri. Schiacciate la superficie con la punta delle dita. Cospargete di sale di Maldon, timo fresco e peperoncino. Ungete bene d’olio e infornate per 20-25 minuti.

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23 Luglio 2007

La ricetta dei Panelisti: il marito di Catepol

23072007(004)

Nel senso che non è che Catepol ha cucinato suo marito con un sughetto San Lorenzo, no no! Qui si avvicenda tutta la famiglia a mandarci ricette: San Lorenzo è una missione per i Catepolli!!! Non solo Catepol, ma adesso anche Michelangelo, marito della nostra panelista/blogger, si sbizzarrisce nello scrivere le ricette eseguite dalla mogliettina!

Ravioli ai carciofi di John Frog con pesce spada e Sugo ai Pomodori Secchi

La settimana scorsa siamo stati un po’ inadempienti con l’appuntamento “Sughi San Lorenzo”.
Tra divagazioni marine (alcuni giorni dai suoceri e un giorno da amici) e appuntamenti gastronomici irrinunciabili abbiamo degustato soltanto 2 dei 3 sughi proposti.
Era rimasto fuori il sugo con i peperoni secchi.
Appena rientrato a casa da mia moglie scatta l’interrogativo: che mangiamo oggi?
Recuperiamo il nostro ritardo con San Lorenzo, o ci deliziamo con questo fantastico pesce spada?
Ebbene sì, avevamo una fantastica fettona superstite di pesce spada, di cui sono goloso.
Conoscendo i miei gusti, a Vibo Valentia mio suocero aveva comprato all’alba al mercato delle fantastiche fette di spada che, complice la nostra prematura partenza, siamo stati “costretti” a portare con noi a Potenza.
Allora che fare??
Per risolvere un problema del genere ci vuole arguzia, intelligenza, maestria e , come dice De Gregori, coraggio, altruismo e fantasia. In pratica ci vuole il manico. Ed io modestamente ce l’ho… mia moglie!!!

Questo è il tipo di problema che mia moglie risolve al meglio.
E per me, vi assicuro, è un bel vantaggio!!!

Dice mia moglie: -Perché non salviamo capra e cavoli e anziché dadolare un pomodoro fresco non accompagniamo lo spada con il sugo San Lorenzo?-
Non che l’idea mi affascinasse molto, ma quando mia moglie propone una cosa culinaria con questo entusiasmo o la assecondi o sei costretto a cucinare tu.
E visto il caldo (Potenza è fresca rispetto al resto, ma siamo sempre oltre 35 gradi), ho deciso di sacrificare alla causa le mie velleità culinarie alla possibilità di non avvicinarmi ai fornelli, e me la sono cavata con un –Va bene amore, ma un pochino lo assaggiamo su una fettina di pane-

Allora comincia il rito San Lorenzo:
Pulizia del vasetto
Osservazione del vasetto
Apertura del Tappo
Analisi Olfattiva
Assaggio a Freddo
Letto (ebbene si, appena Catepol comincia la fase fornelli, io la accompagno con un breve ritiro ascetico sul talamo nuziale)
Assaggio a Caldo
Magnata
Ovviamente ogni fase è accompagnata dalla compilazione del form sul piccolo macCATEbook che, a casa mia, puoi trovare ovunque.

Ah dimenticavo la ricetta!

INGREDIENTI:
1 bella fetta di pesce spada (preferibilmente non surgelata)
1 confezione di Sugo San Lorenzo ai pomodori secchi
1 confezione di Ravioli ai carciofi di un tale John Frog (per deontologia, almeno in questo sito, non posso fare pubblicità a marchi concorrenti a San Lorenzo)
1 spicchio d’aglio
1 po’ d’olio d’oliva
1 bella moglie/compagna che faccia il lavoro sporco
Eventuali ingredienti segreti (NB chiedere a mia moglie)

PROCEDIMENTO:
1. Osservate vostra moglie/compagna preparare uno spicchio d’aglio e rosolarlo in padella.
2. Nel frattempo ricordatele di mettere l’acqua a bollire.
3. Disquisite con attenzione e competenza su forme e dimensioni con cui vostra moglie deve confrontarsi nella preparazione dei pezzetti di pesce spada
4. Assicuratevi che vostra moglie abbia scottato correttamente lo spada dadolato e versato il meraviglioso Sugo San Lorenzo
5. Appena possibile ricordate a vostra moglie di seguire la cottura della pasta
6. Applaudire alla scolatura della pasta e al tuffo della stessa nel sugo
7. Osservate il salto in padella
8. Accomodatevi a tavola e cominciate a giudicare con attenzione il piatto: aromi, profumi, sapidità, retrogusto, rotondità delle sensazioni, emozioni, ricordi, sogni…

AH quasi dimenticavo: quando possibile accompagnate la preparazione del piatto con continue e abbondanti “scarpette” (assaggi con pane)
E adesso: finalmente Buon Appetito (a me si… a mia moglie… pure)

Mic (catepol’s husband)

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18 Luglio 2007

Fregola al nero di seppia

Sugo al nero di seppia

Seguendo l’esempio della nostra intrepida panelista, Catepol, ho rivisitato la sua ricetta del risotto al nero di seppia, sostituendo il riso con la fregola, tipica preparazione sarda a base di grano duro, e aggiungendo delle seppioline a pezzetti e un po’ di scorza di limone alla fine.

Il procedimento è lo stesso identico del risotto: si soffrigge, si sfuma, si aggiunge il brodo e poi il sugo al nero di seppia. Solo che la fregola ha una cottura più veloce rispetto al riso (10 minuti circa). Le seppioline di aggiungono dopo aver sfumato il tutto con il vino, proprio prima dell’aggiunta del brodo: avranno giusto il tempo di cuocere, senza diventare dei pezzettini di gomma stracotti. Se pensate che le vostre seppie cuoceranno in meno tempo, aggiungetele dopo.
Alla fine ho aggiunto della scorza di limone grattugiata (la foto ha la scorza di limone a striscioline, ma solo per questioni “estetiche”) e devo dire che non ci stava per nulla male.

Con un vasetto di Sugo al nero di seppia si condiscono circa 250 g di fregola (pesata a crudo).

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11 Luglio 2007

La ricetta dei Panelisti

Tempo fa abbiamo creato un gruppo di persone “normali” per fare da assaggiatori per San Lorenzo: il Panel San Lorenzo 2007. Come primo assaggio, abbiamo spedito a tutti i nostri sughi pronti.
Una nostra panelista, Catepol, ci ha gentilmente fatto partecipi della sua esperienza e della dedizione al lavoro assegnatole! ;-)

Amore dobbiamo assaggiare un sugo della San Lorenzo oggi. Che ne dici del Sugo al Nero di seppia?
Ottima idea! Facciamoci un risotto!

Ingredienti:
Cipolla
Olio
Riso
Un bicchiere di vino bianco
Sale
Brodo Granulare di Pesce
Prezzemolo
Pepe
Sugo al nero si seppia San Lorenzo

Procedimento:
Metti l’olio in un tegame e la cipolla sminuzzata o tagliata nella foggia che più ti aggrada. Fatto?
Bene, accendi il gas e fai rosolare.
Rosolata un po’? Fatto?
Versaci il riso e fai rosolare anch’esso mestolando con un cucchiaio di legno per un paio di minuti.
E’ il momento del vino bianco.
Come, te lo sei bevuto? No ma non era l’aperitivo…
Ricominciamo. Versa un altro bicchiere di vino bianco. Si ma versalo nel tegame, sul riso e fallo evaporare…
Fatto?
Ok ora vera il Sugo al Nero di Seppia della San Lorenzo sul riso e copri con il brodo caldo che avevi precedentemente preparato.
Precedentemente quando?
Ma come, lo sanno tutti che il risotto necessita di brodo.
Dai lo so che avevi messo a bollire dell’acqua. E che ci avevi messo dentro il brodo granulare di pesce.
Ah ecco a che serviva l’intruglio di acqua e brodo granulare…
Allora metti questo brodo caldo sul riso fino a coprirlo.
Tieni da parte il brodo che avanza, potrebbe servirti se il riso si asciuga troppo.
Fatto?
Ok.
Mescolare di tanto in tanto il riso che intanto ha preso il tipico colore scuro del Nero di seppia, che non a caso è nero, per cui il riso ti verrà nero. Certo se lo vedi di un altro colore…hai sbagliato qualche passaggio (o hai sbagliato sugo…).
Controllare la cottura del risotto, quando avrà assorbito l’acqua.
Un po’ di pepe.
Una spruzzata finale di prezzemolo se ti piace, prima di servirlo in tavola e… Olè.

Amore è pronto…vieni a tavola?
Un attimo…che finisco di completare la scheda di SanLorenzo. Un attimo!

By Catepol

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